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Geco Tarentola mauritanica (6)
granchius Silver Workshop Editor/Silver Note Writer [C: 3 W: 14 N: 26] (292)
GECO - TARENTOLA MAURITANICA

Caratteristiche somatiche.
La maggior parte dei gechi sono di colore grigio scuro, maculati così finemente da ricordare la gomma. Alcune specie possono cambiare colore per mimetizzarsi, adattandolo all'ambiente circostante oppure alle differenze termiche. Altre possono avere colori brillanti.

Zampe.
Le zampe del geco hanno attirato molta attenzione per la capacità di aderire a una varietà di superfici, senza la necessità di usare liquidi superficiali. Recenti studi sulle setae poste nella parte inferiore delle zampe hanno dimostrato che le forze attrattive che tengono i gechi attaccati alle superfici sono interazioni di van der Waals tra setae finemente divise e le stesse superfici. Il fatto che queste interazioni non coinvolgano liquidi né gas è fondamentale: in teoria uno stivale fatto di setae sintetiche potrebbe aderire alla superficie della Stazione Spaziale Internazionale come alla parete di una stanza qualsiasi.

I gechi possono resistere ad una forza di trazione parallela di 20,1 newton (circa 2 chilogrammi), che può sembrare spropositata tenendo presente che l'animale pesa 50g, tuttavia questo gli consente per esempio di aggrapparsi ad una foglia dopo una caduta di 10cm toccandola con una sola zampa. Sulle zampe del geco, la cui superficie è di 227 millimetri quadrati, come una moneta da due cent, vi sono circa 14.100 setole per millimetro quadrato, e se fossero sfruttate tutte in modo coordinato, la forza di trazione a cui potrebbe resistere l'intero animale sarebbe di 1300 newton. In pratica potremmo appendere ad un geco due persone di corporatura media. Le setole si dividono in centinaia di diramazioni, le cui estremità sono larghe solo 0,2 micrometri, contro i 10 dei nostri capelli. per farle aderire alla superficie occorre una piccola forza di precarico. Per staccare la zampa il geco non deve fare fatica: basta cambiare l'inclinazione delle setole e la forza di adesione viene a mancare. Grazie a queste strutture straordinarie i gechi possono aderire al vetro smerigliato, su sostanze lisce a livello molecolare come l'arsenuro di gallio, su sostanze idrofile e idrofobe, oltre che nel vuoto o sott'acqua. Se le zampe si sporcano bastano pochi passi sul vetro pulito affinche si puliscano.

Sono in corso studi per produrre artificialmente un adesivo programmabile come quello dei gechi, che avrebbe ovvie applicazioni, ma finora nulla ha avuto le stesse prestazioni.

Curiosamente però le zampe del geco non aderiscono sulle superfici antiaderenti.

Abitudini.
Si nutrono di insetti (insettivori) e a volte anche di frutta. Si aggirano intorno alle luci artificiali, sempre circondate da insetti. Per cacciare, rimangono completamente fermi fissando la preda e scattano rapidissimi all'attacco dopo alcuni secondi o addirittura minuti di attesa. Quando interagiscono con altri gechi emettono sibili. La maggior parte dei gechi è dotata di speciali cuscinetti sulle zampe che consentono loro di arrampicarsi su superfici verticali lisce e anche introdursi sul soffitto delle case con facilità. Il geco comune delle case, nome sotto cui va una serie di specie, si trova nelle abitazioni situate in ambienti caldi e umidi e, sebbene sia un rettile innocuo, difficilmente può esservi allontanato perché si nutre di insetti fastidiosi come moscerini e zanzare.

Riproduzione.
Alcune specie si generano per partenogenesi, con le femmine che sono capaci di riprodurre senza accoppiarsi con il maschio. Questa particolarità è la causa della grande abilità di diffusione dei gechi su nuove isole.

Diffusione.
Abitano in tutte le regioni calde del mondo. Comunemente vivono nelle abitazioni umane, specialmente nelle regioni con climi caldi. Sono molto comuni nell'Italia meridionale.

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